Treviso e dintorni

La campagna trevigiana testimone di un glorioso passato

Tutto il territorio della provincia di Treviso è disseminato di antichi paesi e borghi che nascondono opere d’arte e di architettura di inestimabile valore. La storia della Marca Trevigiana è antica ed intimamente connessa a quella della Serenissima Repubblica di Venezia. Quest’ultima, infatti, fino a quasi tutto il ’700, estendeva i suoi possedimenti su tutto il Veneto.

In particolare, Treviso era di vitale importanza per la Repubblica: dal suo territorio traeva grano, materiali edili, legname per la costruzione delle navi. In questo periodo di storia, pertanto, lo sviluppo del territorio fu grande. Furono edificate migliaia di ville, chiese e palazzi che tutt’ora stanno a testimonianza di un glorioso passato.

Asolo

Cuore di romantiche e poetiche visioni

Asolo, sicuramente, deve essere considerato uno dei centri più affascinanti della Marca Trevigiana, in cui sussistono, elementi della cultura agreste, mescolati all’arte e all’architettura. In particolare, nel periodo estivo, passeggiando per le sue viuzze che si inerpicano sulla collina, sovrastata dalla rocca, ed ammirando i magnifici edifici patrizi (come il Castello della Regina Cornaro) è possibile inebriarsi degli odori della campagna circostante: l’erba appena tagliata nei campi, i fiori dei giardini, gli alberi da frutto in fiore.

Per le emozioni che questa piccola cittadina collinare suscita nei suoi visitatori, Asolo fu (e continua ad esserlo) fonte di ispirazione per pittori, musicisti, artisti in genere provenienti da tutto il mondo: Robert Browning, Eleonora Duse, Freja Stark…

Ogni seconda domenica del mese si svolge tra le vie del centro storico il Mercatino dell’Antiquariato.

Castelfranco e il Giorgione

Città murata, ai confini della Marca e patria di Giorgione

La cittadina di Castelfranco Veneto è caratterizzata dalle sue imponenti mura merlate medievali. Il lungo mura è tutto decorato con belle statue settecentesche, tra cui quella ubicata sull’isolotto, che rappresenta Giorgione. È questa la figura che ha reso celebre la piccola cittadina in tutto il mondo.

All’interno delle mura vi sono numerose case medievali e il Duomo, opera settecentesca di Francesco Maria Preti che conserva l’opera più grande di Giorgione: la famosa “Madonna in Trono”: si tratta di una delle più belle pale d’altare del ‘500 italiano. Altre opere, all’interno del Duomo, sono di Jacopo da Bassano, Palma il Giovane, Annibale Carracci e Paolo Veronese. Da non perdere a Castelfranco è anche il Teatro Accademico, splendido esempio di teatrino del ‘700.

Ormelle e San Polo di Piave

Due piccoli centri testimoni di storia e tradizione

A ridosso del Piave, si trovano diversi paesi uniti da una storia e da uno sviluppo sociale comune. È il caso di Ormelle e San Polo di Piave. Fra i 2 comuni il più antico è il centro di San Polo di Piave. La sua chiesa, dedicata a San Giorgio, è ricca di affreschi del XV secolo rappresentanti le Storie di San Giorgio.

A San Polo potrete, inoltre ammirare la Villa ed il Parco di Papadopoli, un raro esempio di concreta realizzazione dell’arte scenico pittorica di Francesco Bagnara, risalente al 1850. Ad Ormelle, invece è da non perdere la visita alla chiesa dei Templari risalente al XII secolo. Al visitatore l’edificio appare suggestivo nelle forme e dimensioni che ricordano un lontano Medioevo, grazie anche al suo isolamento nella campagna circostante.

Possagno

Patria di Antonio Canova

Possagno fu la patria di Antonio Canova. Il grande scultore, legatissimo alla sua terra natia, volle edificare a proprie spese il Tempio Canoviano che si erge maestoso a protezione del paese. Al suo interno riposano le spoglie di Canova e di suo fratello. Ai piedi dello scalone che collega la parrocchiale al centro cittadino sorge la Gipsoteca. Grazie al contrasto tra le statue qui conservate ed il colore delle sue pareti, in essa si respira un’aria di surrealismo quasi metafisico.

La Gipsoteca è collegata alla casa di Canova e negli anni ’50 le è stata aggiunta un’ala progettata da Carlo Scarpa, dove sono raccolti bozzetti, gessi, opere preparatorie dello stesso artista. Una nota di gusto: fermatevi a mangiare una “meringa” con la panna nella piazza del paese alla pasticceria Aurora.

Vittorio Veneto

Simbolo non solo di storia e cultura ma anche del grande valore dei nostri soldati

Risultante dall’unione di due quartieri medievali, Ceneda e Serravalle, Vittorio Veneto fu, formalmente, fondata nel 1866. Le attrattive principali del primo rione sono la Cattedrale settecentesca di Ceneda, il Museo della Battaglia nel Palazzo della Comunità Cenedese, opera del Sansovino e il Castello di San Martino.

Serravalle è, invece, il centro storico meglio conservato del Veneto. In esso sono da visitare: il Palazzo Minucci-De Carlo nel quale sono custodite raccolte di opere d’arte, arazzi, mobili antichi; l’Oratorio dei Battuti con un meraviglioso ciclo di affreschi del XIV secolo. In Piazza Flaminio si possono ammirare Palazzo Troyer, la Torre Civica, con uno dei più antichi orologi al mondo, e il Palazzo della Comunità, sede del museo civico. Nel Duomo è custodita una pala d’altare di Tiziano Vecellio e poco distante, nella Chiesa di Santa Giustina, si trova il sepolcro di Rizzardo VI da Camino (prima metà del XIV secolo).

Una visita la merita sicuramente il Santuario di Santa Augusta, che da secoli veglia sul centro di Serravalle. Il santuario è facilmente raggiungibile a piedi lungo un bellissimo percorso panoramico. Giunti a destinazione si può godere di una meravigliosa vista che abbraccia la pianura veneta fino alle sponde dell’Adriatico.

La prima domenica del mese si tiene un interessante mercatino dedicato agli amanti dell’antiquariato e del vintage.

Portobuffolè

Avamposto della Serenissima Repubblica di Venezia

Gioiello storico-artistico del Veneto, Portobuffolè ha avuto un notevole sviluppo in epoca veneziana. Il piccolo borgo, infatti, godeva di una notevole importanza strategica trovandosi a confine tra la Marca Trevigiana e il Friuli. A dimostrazione di ciò, numerosi sono i Leoni di Venezia. Tra essi interessantissimo è quello che orna il sopraporta del Monte di Pietà: si tratta di uno dei pochi esempi di leon in moeca, raffigurato con l’aspetto terrificante caratteristica del tempo di guerra.

Nel centro storico, in Piazza Beccaro è da vedere la casa medievale (Casa Gaia) dimora prediletta di Gaia da Camino, con le sue bifore rette da bellissime ed eleganti colonnine con capitelli a fior di loto. Delle sette torri presenti nella cittadina è giunta fino a noi solo quella Comunale in laterizio risalente al X secolo.

Per gli amanti dell’antiquariato e del vintage, un appuntamento da non perdere è il Mercatino dell’Antiquariato e del Collezionismo, che si tiene a Portobuffolè ogni seconda domenica del mese (escluso agosto).

Badoere

La “Rotonda” del Nordest

Vero e proprio centro commerciale ante litteram, la rotonda di Badoere è una struttura circolare porticata che racchiude una grande piazza.

La costruzione, parte del complesso di Villa Badoer, andata distrutta nel 1920, fu fatta costruire alla fine del XVII secolo come spazio dedicato al mercato e alle botteghe degli artigiani. Da anni ogni prima domenica del mese di tiene il Mercatino dei Trovarobe che attira appassionati di collezionismo e antiquariato da tutto il Veneto.

L’asparago bianco di Badoere è una delle cinque varierà di asparago italiano a potersi fregiare della denominazione IGP (Indicazione Geografica Protetta).

Badoere è uno dei comuni attraversati dalla linea ferroviaria Treviso-Ostiglia ora trasformata in una meravigliosa pista ciclabile che attraversa la campagna collegando Treviso con l’argine del Po.