L’archeologia industriale

Le origini della cultura del lavoro nel nord-est d’Italia

L'archeologia industriale

Il territorio veneto è ricco di architetture proto-industriali che testimoniano come sia insito nel cuore e nella cultura dei suoi abitanti il senso del lavoro. In particolare, la Provincia di Treviso è ricca non solo di opifici ad acqua adibiti a diversi usi, come le cartiere, i folli per i panni, i magli e i mulini da grano, ma anche di antiche fornaci.

L‘industria estrattiva nell’Agordino

Siti carichi di fascino e storia di un passato che rivive nella memoria

La piccola Valle Imperina, che si apre qualche chilometro a sud di Agordo, è stata nei secoli passati, uno dei maggiori centri minerari del Veneto. L’attività estrattiva, documentata per la prima volta nel 1417, è proseguita ininterrottamente fino al 1962. Il monumento senza dubbio più significativo è costituito dall’edificio dei forni per la fusione e la raffinazione del rame.

Questi ultimi, simbolo di un’attività mineraria durata per oltre cinque secoli, esercitano sull’osservatore una profonda suggestione. Costruiti in solidi blocchi di scisto verdastro, sembrano sfidare i decenni se non i secoli. Significati storici e culturali e valenze estetiche convergono qui in quello che costituisce senza dubbio uno dei più notevoli monumenti industriali dell’area veneta.

Il maglio di Pagnano

Il maglio di Pagnano, un esempio di architettura proto-industriale

Pagnano, la frazione più prossima ad Asolo, sorge alla confluenza dei due torrenti Muson ed Erega. Grazie alla presenza dell’acqua nell’area di insediamento furono realizzati diversi mulini ad acqua, alcuni dei quali ancora esistenti. Tra essi il Maglio di Pagnano, edificato nel 1474.

La presenza di questo antico edificio è di notevole interesse non solo perché funge da esempio di archeologia industriale ma anche perché rappresenta una caratteristica peculiare di tutto il territorio della Marca, essendo i mulini ad acqua (adibiti a diverse funzioni) numerosissimi. Il maglio di Pagnano, restaurato di recente, conserva ancora la distribuzione interna originaria: il maglio, le mole, la tromba idroeolica che soffia l’aria sulla forgia e i mantici.

L‘antica latteria a Castelcucco d’Asolo

Dall’allevamento ai prodotti caseari, l’antica produzione del morlacco

La Premiata Latteria Sociale Cooperativa Lungo Muson nasce nel 1921, fondata da 14 soci di Castelcucco d’Asolo e dei comuni vicini con il nome originario di “Latteria Redenta”, allo scopo di fabbricare derivati del latte. Le prime attrezzature acquistate furono una scrematrice ed una zangola.

La Latteria sorge in prossimità del torrentello Muson, la cui portata idrica è sufficiente a muovere l’albero motore principale, che tramite pulegge e cinghie di trasmissione metteva in movimento miscelatori, zangole, presse. Con l’ausilio delle macchine e la forza di volontà di decine di uomini e donne, nell’antica Latteria si produceva burro, formaggio mezzo grasso, chiamato bastardo, ed il ben più famoso morlacco.

Il museo del carattere e della tipografia

Dalla corda al carattere di stampa

Nel complesso dell’ex “Canapificio Veneto Antonini e Ceresa” oggi si colloca il Museo del Carattere e della Tipografia, voluto dalla Tipoteca Italiana, una fondazione privata costituita nel 1995 per volontà dei fratelli Antiga. Il museo si offre come luogo privilegiato per la valorizzazione e la divulgazione della storia e delle esperienze umane e professionali legate all’universo della tipografia: i caratteri in piombo e in legno, la storiche macchine tipografiche, le attrezzature per la fusione e la produzione dei tipi, i campionari dei caratteri.

Le sale e le officine del Museo sono intitolate a eminenti personalità della storia della tipografia italiana, tra i quali l’incisore Luigi Melchiori di Crespano del Grappa, uno dei più illustri disegnatori di caratteri in legno.

Il mulino Cervara

Un opificio per la produzione di farina che lavora dal 1300

Edificato nel corso del Medioevo, il Mulino Cervara, situato all’interno dell’Oasi di Santa Cristina, è uno dei pochissimi mulini da grano pervenutici intatti. Oggi sede di un museo, l’opificio conserva al suo interno le macchine, gli ingranaggi e le ruote dell’800. Organizzando una visita guidata, è possibile assistere ad una dimostrazione del funzionamento del marchingegno per la macina dei cereali.

Anche i più piccini potranno capire così come il movimento delle ruote spinte dalla forza dell’acqua riescano a far girare le macine di pietra ubicate all’interno dell’edificio. Con l’occasione, inoltre, è possibile visitare anche la bellissima Oasi del Sile, sede del Parco, con il suo museo, le pesciere, le piattaforme di avvistamenti degli animali e la ricostruzione delle antiche dimore fluviali, i casoni.